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sergio-sylvestre_0g5a2863_foto-di-julian-hargreaves-e1485733831517Il grande e grosso (e buono) Sergio Sylvestre è tornato lo scorso venerdì nei negozi di dischi per la prova del 9 con il secondo album in carriera, intitolato proprio Sergio Sylvestre, arrivato in occasione del suo debutto al teatro Ariston di Sanremo con la bellissima power ballad Con te, il cui testo gli è stato donato da Giorgia.
Come tutti saprete, Sergio arriva da Amici di Maria De Filippi, per la precisione ha vinto l’edizione 2016, successivamente è uscito l’album Big boy, certificato disco d’Oro.

Sono svariati giorni che ascolto questo lavoro, perchè lo trovo davvero godibile e ben fatto. Si apre con la traccia più forte del disco, The last kiss goodbye, la cui carica della base ricorda vagamente Jungle degli X Ambassadors, segue il filone up-tempo l’ottima Running. È poi il turno del pezzo sanremese, che con l’apertura finale gospel è in grado di emozionare l’ascoltatore. Ecco, forse questa è una cosa che all’interno del disco manca; farebbe molto piacere ascoltare di più Sergio in versione gospel, che in questo caso è stato sfoderato solo per Sanremo.

sergioIl disco tocca picchi alti anche con Point of you e Running up the hill, che sono due dei brani cardini dell’intero lavoro. Meno d’impatto (in confronto a Con te) è la seconda tracca in lingua italiana, Come il sole ad ottobre, di cui però si apprezza la delicatezza del ritornello. Molto radio-friendly anche le successive The way you are e Down we go; l’album si chiude poi con una ballata che sembra uscita direttamente da uno studio di registrazione americano: Honesty.

Per noi Sergio supera a pieni voti l’insidiosa prova del secondo disco, chissà se le vendite saranno dalla sua parte.

Brani migliori: Con te, Running up the hill

Voto “Il Suono Libero”: 9

 

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