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Se c’è un genere musicale che insieme al pop è in voga tra i giovani ormai da svariati anni, è di sicuro l’house nella sua forma più nuda e pura. Proprio di questo abbiamo parlato con il Dj salernitano KokkoVit, all’anagrafe Cosimo Vitolo.

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Ciao Cosimo e benvenuto su Il Suono Libero!

Ciao a te e grazie per questo spazio che mi stai dedicando.

Partiamo subito con le domande. Tu sei un Dj, ma da dove nasce la tua passione per la console?

La mia passione “nasce da quando ero in fasce” con mio padre che, a sua volta Dj, girava per locali a suonare, quindi a 10 anni ha iniziato a trasmettermi questo grande amore per la musica grazie ai vinili degli anni ’90 che mi consigliava e da allora è stato un crescendo di esperienze che hanno giovato al mio bagaglio culturale.

Quando hai iniziato a far ascoltare la tua musica alla gente? Ricordi il tuo primo Dj set?

Beh, il primo Dj set che riesco a ricordare fu nel 2010, appena dopo aver raggiunto il diploma; ricordo che fu al diciottesimo compleanno di una mia amica, in quell’occasione vene alla luce finalmente il progetto KokkoVit.

17357543_1142658789190008_273890810_oQual’è il Dj che ti ha più ispirato?

Bella domanda (ride ndr), negli anni ho lavorato con la musica di tantissimi artisti, sia italiani che internazionali, però non ho mai avuto un punto di riferimento. Intendiamoci, io ascolto tante selezioni EDM, Future House e Jackin House, ma nessun Dj mi ha mai ispirato particolarmente. Forse agli inizi della mia carriera ha influito sul mio sound David Guetta perchè era quello che andava più forte nelle discoteche. In particolare mi piaceva molto When love takes over con Kelly Rowland.

Si sa che ogni artista reputa i suoi brani come figli, ma nel tuo caso qual’è il brano di cui vai più fiero?

Indubbiamente Feel the groove. Perchè è il pezzo in cui più rispecchio la mia identità musicale.

Tra tutta la discografia house della storia, qual’è il pezzo che avresti voluto fosse tuo? Quello che ti ha fatto scoccare la scintilla e dire “sì, questo è quello che voglio fare”?

Mi vengono i brividi perchè ci sono canzoni che nella mia vita privata hanno tracciato segni indelebili. Tra questi quello di cui mi sono innamorato è Live your life di Erick Morillo ed Eddie Thoneick in collaborazione con Shawnee Taylor (ascoltabile qui).
Ricordo che lo ascoltai al Dolcevita (noto locale salernitano) quando venne a suonare alla consolle un anno prima della nascita di KokkoVit. Mi ha toccato l’anima e continua a farlo tutt’ora, e “Live your life be free” è anche la mia teoria di vita.

17373298_1142658532523367_102948576_oQuali sono i tuoi prossimi progetti? Nuovi brani o addirittura un EP?

In cantiere ci sono tante belle cose. Non voglio svelarti nulla ma a breve uscirà un nuovo brano con un’etichetta locale, poi ovviamente questa estate girerò per locali a portare la mia musica. Ho ritrovato vari brani che avevo accantonato e che ho ripreso quando è rinato il progetto della mia vita; li ho sottoposti a un revamp e non vedo l’ora di farveli ascoltare.

Infine, come vedi il progetto KokkoVit tra un anno? Quale desiderio vorresti realizzare?

Devi sapere che con un mio caro amico un giorno parlai di me e di cosa sarei dovuto diventare. Gli dissi “guarda, lasciami un anno e ti manderò una cartolina dai locali di Ibiza”, solo che questo glielo dissi un anno fa! (ride ndr).
KokkoVit fra un anno lo vedo uguale ad ora: a lavorare sodo, con l’umiltà e i sani principi che finora lo hanno accompagnato e magari famoso, ma una “pulce nell’orecchio”.

Grazie mille per averci dedicato il tuo tempo, a presto!

Grazie a te e complimenti per il vostro lavoro!

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